Di cosa parliamo quando parliamo di desiderio? Desiderio di potere, di pace, di guerra, di sesso, d’amore, di soldi, di vivere per sempre (ci riusciremo un giorno?). Desiderio di identità. Di essere visti e ascoltati. Di vincere (gli sportivi ne sanno qualcosa). E ne parliamo tanto, specialmente di questi tempi. Il desiderio e la legge è il tema della Milanesiana 2026 (in 8 città e 6 regioni italiane, dal 24 maggio al 22 luglio). Come dice Elisabetta Sgarbi, che della rassegna è fondatrice, anima e cuore, «un divieto si oppone a un desiderio e, opponendovisi, lo sottolinea e, a volte, può anche accenderlo. Non ci sarebbe divieto senza desideri. E forse dei desideri non avremmo coscienza se non ci venissero in soccorso i divieti».
Di un “economia del desiderio” che muove il mondo e i mercati parla Azzurra Rinaldi, docente di Economia Politica alla Sapienza di Roma nel saggio Soldi, Sesso e Potere (Rizzoli): chi desidera chi? Il corpo è un capitale? In qualche modo sì. Lo ha teorizzato la sociologa Catherine Hakim. Lo raccontano il romanzo e la serie Margo ha problemi di soldi (da Bollati Boringhieri il libro di Rufi Thorpe, su Apple tv la fiction), storia di una ventenne studentessa californiana, ragazza madre licenziata dal ristorante dove lavora, che sbarca su Onlyfans, sfruttando il desiderio, le fantasie, le illusioni degli altri (non è Pretty Woman ma c’è il lieto fine).










