Poteri, soldi amori, ovvero: la libertà di volere ancora tutto. Si è conclusa la maratona di tre giorni de «Il tempo delle donne», festa-festival del Corriere che è arrivata quest’anno alla 12esima edizione. Per rendere meno astratto il significato di libertà e raccontare la sua “messa a terra” in questo presente non facile abbiamo esplorato, sviscerato, discusso e anche cantato attraverso queste tre parole. Al plurale, per abbracciare la complessità. Trecento gli ospiti: abbiamo ascoltato testimonianze e riflessioni e creato connessioni. Ecco in breve, una sintesi: tre chiavi di comprensione che vogliono essere altrettanti spunti.
Coltiviamo e alleniamo le emozioni Così il corpo genera energia
Nella vita femminile il corpo è il primo luogo in cui si sperimenta che l’energia non è accumulo ma generazione. Il corpo femminile non trattiene: trasforma. Rubiamo questa bella definizione alle fondatrici di Labodif Gianna Mazzini e Giovanna Galletti. Ecco, questa forse è una delle chiavi per capire cosa significa, davvero, «Potere». Per come ce l’hanno consegnata questa tre giorni di incontri e pensieri alla Triennale di Milano.
Il potere delle donne genera: connessioni, reti, rivoluzioni. Non è mai fine a se stesso, non esclude, non rinnega, non va in sottrazione, ma in moltiplicazione. È attento alla sfera della propria e della altrui emotività e alla sua espressione. E se evita la trappola della lusinga e dell’emulazione, inventa nuovi modi di governare: i consigli di amministrazione, le aziende, le accademie, i parlamenti, i governi.







