Il desiderio e la legge. Ormai lo sanno anche i bambini. È questo il tema della 27esima Milanesiana, la rassegna ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi. Solo che poi ti ritrovi davanti Ornella Muti. E ti viene da mischiare un po’ le carte. Omaggiare quella legge del desiderio che appartiene solo alle dive. In grado di governare i sogni e gli sguardi.

Neanche fossimo in un film di Almodóvar (o in un saggio di Recalcati). Lei una delle protagoniste di giovedì 2 luglio al Franco Parenti. Una serata che nasce per festeggiare i 70 anni de Il Giorno. Tanti auguri a noi.

Con la direttrice di QN Agnese Pini a confrontarsi con lo scrittore e giornalista Paolo Di Stefano. Prima di aprire il dialogo a Ornella Muti, la direttrice artistica del Pier Lombardo Andrée Ruth Shammah e l’autore ferrarese Enrico Dal Buono, che ha affiancato l’attrice nell’autobiografia “Questa non è Ornella Muti“, pubblicata lo scorso anno da La Nave di Teseo.

Ornella, partiamo dal desiderio.

"Sì, che sulla legge non saprei proprio cosa dirti. Il desiderio invece mi sembra che faccia parte della vita: dall’amore al cibo, dal volersi sentire favolosa, al fare un buon film. Lo trovi in tutte le piccole o grandi cose del nostro quotidiano, perfino quando desideri con tutta te stessa che una cosa finisca perché non ce la fai più. Mi fai pensare a una cosa...".