La gestione dei fondi comunitari in Calabria finisce nuovamente al centro di una durissima polemica politica, che mette sotto accusa il divario tra la narrazione istituzionale e lo stato reale dei progetti. All’indomani della riunione del Comitato di Sorveglianza sul PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027, il consigliere regionale Enzo Bruno e l’europarlamentare Pasquale Tridico hanno diffuso un intervento congiunto per evidenziare le gravi criticità strutturali nell’utilizzo delle risorse europee.“Siamo amareggiati nel dover intervenire ancora una volta per segnalare le problematiche della Calabria” chiariscono subito i due esponenti politici. “A distanza di interi cicli di programmazione, e considerato che l’ultimo è stato programmato e gestito dallo stesso centrodestra, oggi torniamo a farlo, e non vorremmo doverlo fare, per denunciare che i fondi europei si stanno usando male”.
L’analisi dei numeri e il pericolo di perdere le risorse
Secondo i rappresentanti della minoranza, i documenti contabili ufficiali smentiscono i trionfalistici annunci diffusi sulle piattaforme web da parte del vertice della giunta regionale.“Dai reel di Occhiuto alla cruda realtà dei numeri” evidenziano Bruno e Tridico, richiamando anche le analisi recentemente espresse dalle sigle sindacali sul territorio. “Le parole della Cisl Calabria fotografano il fallimento di questa maggioranza di centrodestra: mentre il presidente è impegnato a confezionare slogan e contenuti social, il Comitato di Sorveglianza certifica una drammatica verità, e cioè che la Calabria è in grave ritardo sulla spesa dei fondi europei”.La nota esamina nel dettaglio le cifre del programma complessivo, che si aggira intorno ai tre miliardi di euro, svelando quello che viene definito un meccanismo di comunicazione alterato. “I 492 milioni sbandierati come spesa, carte ufficiali del Comitato di Sorveglianza alla mano, comprendono in realtà 253 milioni di semplici prefinanziamenti europei, cioè anticipi che Bruxelles versa a prescindere dai progetti realizzati. La spesa davvero certificata è ferma a 327 milioni, appena l’11% della dotazione, ben sotto la media nazionale; i pagamenti effettivi ai beneficiari si fermano al 12%”.La minaccia più imminente è rappresentata dalla scadenza dei termini per la rendicontazione, oltre la quale scatterebbe il taglio automatico dei finanziamenti. “Entro il 31 dicembre 2026 vanno certificati altri 273 milioni: se non si corre, scatta il disimpegno automatico e la Calabria perde quei fondi. Dobbiamo scongiurare il disimpegno a ogni costo: sarebbe una sconfitta storica per i calabresi perdere risorse europee per pura incapacità di spenderle. Sono centinaia di milioni fermi, mentre la regione muore di sanità al collasso e di aree interne dimenticate. Questa è la fotografia di chi ha governato a colpi di reel invece che con i fatti”.







