Pubblicato il: 26/06/2026 – 13:02

CATANZARO «I numeri raccontano una Calabria che cerca di accelerare, consapevole delle proprie criticità ma determinata a trasformare le risorse della coesione in opportunità reali per il territorio». Lo ha detto il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, aprendo i lavori del Comitato di Sorveglianza sui fondi europei in corso alla Cittadella.

I dati

Occhiuto ha anzitutto illustrato i dati sullo stato di avanzamento della spesa dei fondi comunitari, dati che – ha spiegato – «testimoniano la vitalità del programma. Al 10 giugno 2026 risultano ammesse al finanziamento 2.473 operazioni, per un costo selezionato di circa 1.480 milioni di euro, pari a circa la metà della dotazione programmatica. Gli impegni pubblici hanno superato i 699 milioni di euro e la spesa certificata si attesta a 361 milioni. Nel corso dell’ultimo anno, tra giugno 2025 e oggi, il valore cumulato della spesa certificata è passato da circa 167 milioni a circa 327 milioni di euro, con un incremento superiore a 163 milioni. Non eludo il tema più impegnativo: il target di spesa N+3 al 31 dicembre 2026, fissato a 765 milioni di euro, è particolarmente ambizioso. Sommando prefinanziamenti e spesa certificata, nell’ultimo trimestre la distanza dal target si è già ridotta da 310 milioni a 273 milioni di euro. È una distanza che contiamo di colmare grazie alle misure di accelerazione che abbiamo individuato. Confidiamo che possano generare, entro la fine dell’anno, un livello di spesa sufficiente a conseguire il target». Occhiuto ha poi evidenziato che «l’attenzione al raggiungimento dei target è costante durante tutto l’anno. Quando mi sono insediato trovai una macchina amministrativa della Regione – non mi riferisco all’Autorità di gestione né ai soggetti coinvolti nel Comitato di Sorveglianza – orientata a occuparsi del conseguimento degli obiettivi solo in prossimità delle scadenze. Abbiamo cambiato un po’ questo paradigma: di questi obiettivi ci occupiamo – come è necessario fare – strutturalmente, ogni giorno dell’anno, perché altrimenti diventa difficile conseguire i target nei tempi previsti ed evitare anche una dequalificazione della spesa».