<p>È già tempo di requiem per gli <strong>affitti brevi</strong>?
Additati come la causa dell’overtourism, negli ultimi tempi sono stati oggetto di <strong>norme </strong>ad hoc, finalizzate a limitarne la proliferazione. </p> <p>Si pensi al <strong>regolamento europeo</strong> entrato in vigore a maggio, che ricalca in gran parte il Cin già attivo in Italia, o la stretta del <strong>Comune di Firenze</strong> che ha vietato nuovi affitti brevi anche in alcune zone fuori dal centro.
Ci sono poi l’ultima <strong>legge di bilancio</strong>, che qualifica come <strong>imprenditore </strong>chi mette in affitto <strong>tre immobili</strong> o più, e la <strong>stratificazione </strong>di altre norme nazionali, regionali e comunali.
Il tema è anche economico: i canoni di altri tipi di locazione crescono in tutta Italia, garantendo rendimenti molto appetibili.<span contenteditable="false"> </span> </p> <p> </p> <div class="flourish-embed flourish-table" data-src="visualisation/29507918"> <script src="https://public.flourish.studio/resources/embed.js"></script> <noscript> <img src="https://public.flourish.studio/visualisation/29507918/thumbnail" width="100%" alt="table visualization"> </noscript> </div> <p> </p> <p>La finalità di queste regole è stata «scoraggiare l’offerta: più burocrazia, più costi.






