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Matteo Sannicolò

La relazione clandestina tra due i colleghi, entrambi insegnanti a Trento, era nata a scuola. Per l'aggressione l'amante della donna è stato condannato a due anni e a versare un risarcimento da 10 mila euro

Da un po’ di tempo sospettava che la moglie avesse qualcosa da nascondere. Più passavano i giorni e più i dubbi prendevano forma. «Cosa starà succedendo? Avrà una storia con un altro?», era la domanda che lo tormentava senza tregua dalla mattina alla sera. Il timore che la sua dolce metà avesse un’altra relazione si faceva via via sempre più concreto: in questo senso il sospettato numero uno era un insegnante, collega della coniuge, entrambi impegnati in una scuola del capoluogo trentino. Un giorno il marito — anche lui nel mondo dell’istruzione, docente di musica — ha deciso di togliersi ogni dubbio. Voleva conoscere la verità una volta per tutte. Così si è recato nell’istituto scolastico in questione e, una volta entrato all’interno di un’aula, ha trovato la moglie proprio in compagnia del collega.

La rissa Inutile il tentativo di arrivare a un chiarimento pacifico. I toni si sono accesi subito e, in un attimo, i due sono passati alle mani. Dopo una serie di spintoni reciproci, il presunto amante ha sferrato un pugno al volto del marito della donna, colpendolo dritto in un occhio. Un gancio violento, che gli ha provocato un danno permanente alla retina. I fatti risalgono all’ottobre del 2017 e la vicenda, dopo la presentazione della querela da parte della vittima (difesa dall’avvocato Nicola Degaudenz), si è spostata dalle aule dell’istituto scolastico a quelle del tribunale di Trento.