PONTE NELLE ALPI - Lui, lei, l'altro. Solo che lui non lo sa. E scoppia la lite. Per lei, ovviamente. Anche con parole grosse, minacce, e un coltello da cucina sfoderato in tutta fretta dal cassetto delle posate per provare a far valere le proprie ragioni. Non è passata inosservata l'avventura amorosa consumata in un appartamento di Ponte nelle Alpi. E non poteva essere diversamente: le grida e gli strepiti sono durati più di un'ora, e a un certo punto sembrava potesse scapparci anche il ferito (se non il classico “delitto d'onore”), finché non è intervenuta la polizia per sedare gli animi e riportare la calma (oltre che portare in questura i due astanti, ancora visibilmente irosi). Ovviamente, anche le sirene hanno contribuito ad attirare l'attenzione, in pieno centro.

La vicenda, quasi da film, è avvenuta nel tardo pomeriggio. E il copione è quello tipico, quasi scontato. Lui rientra a casa in un orario non consueto e lei non lo sa. Non se l'aspetta al punto tale che si è creata altri programmi. Fatto sta che lui torna e la trova con un altro. “Ho visto lei che bacia lui”, canterebbe Annalisa, con fare ammiccante. Solo che non è un motivetto canticchiabile come “Mon amour” (a proposito, amour di chi?): è vita vera, è l'imprevisto che non ti aspetti tornando a casa. E così, passata la prima frazione di secondo di incredulità, ecco che la rabbia prende il sopravvento. Volano le prime parole, forse anche qualche oggetto, i primi che capitano sotto mano. I vicini di casa sentono le urla, che non passano. Anzi. I decibel crescono e diventano sempre più alti. E poi l'escalation si completa con le minacce. Anche perché lui è ben piazzato (fa un lavoro che richiede un fisico bestiale, o quasi). E così l'altro, evidentemente disturbato sul più bello e sentendosi sotto tiro, pensa bene di correre in cucina, di cercare il cassetto delle posate e di prendere un coltello, per provare a passare al contrattacco. Non lo usa, ma lo brandisce. E tanto basta per far scattare la paura. In quel momento però arrivano i poliziotti. E la situazione poco a poco rientra nella normalità. Lui e l'altro vengono portati in Questura. Si guardano in cagnesco, impossibile che diventino amici, ma non è facile immaginare quali capi di imputazione possano essergli attribuiti, perché di fatto nessuno dei due ha ferito l'altro. Disturbo della quiete pubblica, forse. Del resto, a Ponte nelle Alpi le loro grida si sono avvertite distintamente.