Erano tantissimi gli amici di Floppy, che sabato mattina hanno affollato la chiesa di Santa Cristina. Per salutarlo sono arrivati da tutta Italia — ma anche da dagli Stati Uniti, da Israele, da Londra, dalla Val d’Aosta. «Bologna perde un pezzo di umanità molto importante — dice uno dei suoi più cari amici, Lorenzo Alberghini — che chi ha conosciuto porterà sempre con sé». Andrea Filippini — per tutti Floppy — è morto sabato notte, a soli 56 anni, per un tumore che se l’è portato via in pochi mesi. Infermiere dell’oncologia pediatrica del Sant’Orsola fino al 2007, poi in Afghanistan con Emergency, nell’ultima parte della sua vita è stato maestro elementare, aveva scritto molti libri, messo in piedi un progetto di formazione teatrale per operatori sanitari.
Da quando aveva ricevuto la diagnosi, a gennaio, aveva deciso di raccontare la malattia su Facebook e Instagram, un video al giorno. Ha pensato anche all’ultimo video, quello in cui ha detto addio a tutti sulle note dei Pink Floyd. Nella didascalia la scritta: vi voglio bene ciao.
L’omelia l’ha fatta don Massimo Ruggiano, carissimo amico di Floppy anche lui. «Il funerale è stato proprio bellissimo, come lo avrebbe voluto, avremmo potuto riempire San Petronio — racconta Alberghini — ci siamo organizzati per mettere le casse fuori, così da far sentire tutti».






