Giuseppe Conte arriva al ristorante Terre City di Cavallino dopo una giornata trascorsa tra le realtà del volontariato salentino. Prima la visita all’associazione «Amici di Nico», a Matino, poi l’«Emporio della Solidarietà» della Caritas. Due tappe dedicate al sociale: «Ho visitato due realtà in cui si cerca di venire incontro alle fragilità, alle vulnerabilità, alle persone che sono in difficoltà, esempi che dobbiamo moltiplicare perché l’attenzione per le persone più fragili sarà al centro del nostro progetto di governo che altrimenti non potrebbe qualificarsi come progressista».

Il clima a Cavallino cambia, lo si potrebbe definire balneare, per la leggerezza e l’acutezza delle risposte alle domande che riservano ai presenti e ai giornalisti Massimo D’Alema e Antonio Decaro. Anche il pubblico sembra godersi il sole placido, riservando a Conte un applauso tiepido nonostante il grande numero di persone accorse ad assistere alla presentazione di «Una nuova primavera», il volume che racconta l’esperienza politica del due volte primo ministro.

Nel parterre risale alle papille gustative, come una madeleine proustiana, un sapore di bicamerale: si ritrovano malinconia vintage e vecchie nuove leve della politica regionale e provinciale. Ci sono il professore Luigino Sergio, Sergio Blasi, Francesco Volpe, fresco della delega a Trasporti e Agricoltura della Provincia, le «quote dalemiane» Roberto De Santis, Pippi Nocera e Gabriele Passione. Poi Umberto Uccella, Francesco Boccia, Loredana Capone, Stefano Minerva e Antonio Maniglio. Poi i 5S Leonardo Donno, Mario Turco e Cristian Casili. Un colpo d’occhio che vale quasi quanto il dibattito sul palco.