VENEZIA - I residenti e i commercianti di via calle del Paradiso, in zona San Polo (vicino a Rialto, ndr), sono quasi certi che alla base della violenta rissa a bastonate di martedì sera avvenuta davanti al negozio Lyca Mobile che vende borse e accessori vi siano questioni legate allo spaccio di droga. Poco prima della violenza il socio del titolare cinese fuggiva da qualcuno e aveva in mano un pacco. Il fatto è ancora al vaglio degli agenti della polizia locale che, nel frattempo, in questi giorni hanno identificato sei giovani italiani che erano presenti al momento del fatto. Nessuno di loro, almeno per il momento, è stato ancora denunciato. Nel frattempo, il cittadino cinese titolare del locale la cui porta è stata devastata dai colpi ha sporto denuncia. Il suo socio, invece, ha lanciato un appello: «Non portiamo rancore verso chi ci ha fatto questo, noi vi perdoniamo. Droga e alcol circolano troppo facilmente in questa città, speriamo che le persone sappiano starne lontane», conclude.
I residenti Che si sia trattato di un'esplosione violenta gratuita e a senso unico, una provocazione a cui la controparte (il commerciante cinese e il suo socio) non ha risposto, appare invece un'ipotesi molto remota a chi conosce la quotidianità del locale in questione. «Poco prima che scoppiasse la violenza, uno dei due soci era fermo in mezzo alla strada con un piccolo pacco che teneva in mano. Non era il titolare cinese, l'altro dei due. Quello che aveva in mano assomigliava sicuramente ad un panetto di droga. Era immobile, si capiva benissimo che stava aspettando qualcuno. Poi abbiamo notato che qualcuno lo rincorreva lungo la calle e, alla fine, è esplosa quella lite a cui hanno partecipato una decina di persone, scagliandosi contro la vetrina di quel locale. Tutti i partecipanti parlavano solo con il socio, non sembrava che fosse direttamente il cittadino cinese ad essere al centro dell'attenzione» proseguono i testimoni. «La situazione in quel negozio è molto complicata. Violenza, molto degrado e, soprattutto, è un'attrazione per le persone che fanno uso di stupefacenti. La sera e la notte gli amici dei titolari invadono le strade ed è palese il loro legame con il mondo della droga. Pare che il titolare cinese possa avere dei problemi economici e che il secondo uomo lo stia affiancando per cercare di rientrare delle spese».L'aggressione «Il socio una volta ha cercato di derubarmi, poi mi ha spinta per le scale d'entrata di casa mia», spiega un'altra testimone, una donna originaria degli Stati Uniti, in affitto a San Polo solo da settembre dell'anno scorso. «Io mi sono sempre ribellata agli atteggiamenti di degrado messi in atto da quel gruppo. Droga, puzza di fumo, birre per terra, occupazione di suolo pubblico, rumore notturno. Infine, il legame con lo spaccio e l'uso di sostanze che è evidente. Quel socio mi ha sempre provocata. Un giorno di qualche mese fa l'ho trovato seduto sugli scalini di casa mia. Io ero di rientro da un viaggio di lavoro all'estero. Prima mi ha strappato di mano la valigetta che conteneva il computer e l'ha lanciata contro la vetrina di fronte. Poi mi ha preso la valigia, voleva rubarmela mentre io cercavo di salire per gli scalini d'entrata. Quando non ci è riuscito mi ha scaraventata per le scale e sono caduta, poi sono riuscita a chiudere la porta. Non ho fatto la denuncia alle forze dell'ordine ma sono andata in ambasciata americana. Io sto cercando un'altra casa». La polemica «Venezia è un luogo meraviglioso. Le persone arrivano da tutto il globo per visitare queste calli, da tutta Italia anche per viverci stabilmente. Noi vogliamo crescere i nostri figli in un luogo che non faccia loro paura. In un luogo in cui non c'è possibilità che persone legate allo spaccio come questi soggetti possano arrivare fino a loro» spiega un commerciante. «Qui installiamo telecamere, mettiamo cartelli per evitare il degrado, ma molti giovani come questi vanno alla deriva tra droghe e alcol».






