MESTRE - «Per contrastare le risse bisogna continuare a colpire il mondo della droga». Le parole del questore di Venezia Antonio Sbordone toccano nel vivo la realtà di una Mestre ferita a morte da spaccio, abuso di alcol, personaggi violenti e tensioni che troppo spesso sfociano in aggressioni e regolamenti di conti. «Spesso le risse partono tra persone che si contendono determinate piazze di spaccio, tra tossicodipendenti e spacciatori per dosi o debiti, tra sbandati o persone sotto effetto di sostanze e alcol ha spiegato Sbordone . Andando ad attaccare il mercato della droga andiamo ad attaccare di conseguenza anche questi fenomeni».
SABATO SERA Proprio sabato sera, nel giro di poche ore, quella parte del centro cittadino compresa tra via Palazzo, calle del Gambero e calle del Sale è tornata a far parlare di sé, e per nulla di buono. Il primo episodio risale alle 19.30, quando gli agenti della polizia locale hanno fermato un 40enne turco che si aggirava in calle del Gambero con una mazza da baseball lunga circa mezzo metro nascosta nei pantaloni. L'uomo, notato per il comportamento sospetto e l'andatura nervosa, è stato controllato dagli agenti senza riuscire a fornire spiegazioni convincenti sul motivo per cui portasse con sé l'oggetto. È stato denunciato. Il sospetto è che la mazza potesse essere destinata a qualche atto violento o a una spaccata.Due ore più tardi, a poche centinaia di metri di distanza, calle del Sale si è trasformata improvvisamente in un ring. Da una parte un uomo dell'Est Europa armato di coltello, dall'altra un giovane tunisino a torso nudo che ha cercato di difendersi afferrando due calici di vetro lasciati sui tavolini dell'Esquina De Luxe, già chiuso al pubblico in quel momento. I due si sono affrontati davanti al locale tra sedie rovesciate, tavolini scaraventati a terra e bicchieri lanciati come proiettili. Entrambi hanno tentato più volte di colpirsi, senza però riuscire a raggiungere l'avversario. Poi la fuga, in direzioni opposte, prima dell'arrivo delle pattuglie. A chiamare i soccorsi è stato un dipendente dell'Esquina che, pur non essendo in servizio, si trovava nel locale insieme ad alcuni amici. «Erano già agitati nella zona, poi sono arrivati correndo e hanno iniziato a colpirsi racconta . Noi ci siamo chiusi dentro al bar aspettando l'arrivo degli agenti». La polizia locale sta ora lavorando sulle immagini delle telecamere di sorveglianza per arrivare a rintracciare i due protagonisti della lite. INSICUREZZA È proprio questo il punto che residenti e commercianti continuano a sottolineare. Quella compresa tra via Poerio, piazzetta Coin, via Palazzo e calle del Sale è una delle aree più centrali e frequentate di Mestre, ma negli ultimi tempi anche uno dei punti più delicati della città. Qui si concentrano spesso episodi legati allo spaccio, persone in evidente stato di alterazione e gruppi che gravitano attorno al consumo di droga e alcol. Negli ultimi mesi le forze dell'ordine hanno intensificato controlli e presidi, in particolare dopo la violenta rissa scoppiata ad aprile davanti al bar Dalla Moretta, con oltre dieci persone coinvolte e bastoni utilizzati come armi, erano scattate denunce, Daspo urbani e la sospensione della licenza del locale. Prefettura e questura avevano inoltre disposto servizi straordinari con polizia, carabinieri, esercito e unità cinofile antidroga per presidiare la zona della movida.È in questo stesso contesto che, la notte di San Silvestro, si è consumato anche l'omicidio di Sergiu Tarna. Il giovane avrebbe infatti conosciuto sia il vigile urbano Riccardo Salvagno sia Andrea Vescovo proprio nell'ambiente dei locali del centro di Mestre, tra aperitivi, serate e conoscenze maturate attorno ai bar della zona. Episodi diversi, che riportano tutti allo stesso scenario urbano, sempre più sconfortante.







