MESTRE (VENEZIA) Transenne fai da te, recinzioni rialzate, telecamere private. Per cercare di combattere gli effetti della presenza massiva di tossicodipendenti che popolano, di giorno ma soprattutto di notte, le vie che circondano la zona della stazione, i residenti e i commercianti sono costretti a tamponare con soluzioni artigianali. L'ultimo, in ordine di tempo, è il caso di un negozio di elettronica di via Felice Cavallotti, con il titolare che in questi giorni ha deciso di transennare il marciapiede che si affaccia sul suo negozio per evitare che il passaggio venga ostruito dalla presenza pressoché costante di persone che fanno uso di sostanze stupefacenti. E problemi analoghi ci sono anche in altre zone a ridosso di via Piave, come in via Premuda, dove si possono incontrare spacciatori e sbandati che dormono vicino agli ingressi delle abitazioni dei mestrini.

«Qualche giorno fa ho deciso di proteggere il marciapiede creando questa recinzione», spiega il titolare dell'esercizio commerciale di via Cavallotti. L'uomo ha prolungato la lunghezza dei paletti che costeggiano il marciapiede fissando in cima a ciascuno un secondario palo di acciaio. La struttura è servita poi per legarci il nastro bicolore tutt'intorno, creando a tutti gli effetti una recinzione alta più di un metro. «Capisco che la situazione sia delicata e complessa, ma ormai è preoccupante» prosegue il titolare di "Elettronica Artigianale". «In questa zona della città le persone si drogano, dormono e fanno i loro bisogni». E in un vicino tombino pare che vengano prelevate e riutilizzate le siringhe nascoste nei giorni precedenti. I controlli a quanto pare non mancano, ma la situazione non cambia anche nelle strade vicine, soprattutto quando le attività commerciali chiudono.