L’autore protagonista dell’incontro con Ornella Muti e Andrée Ruth Shammah nel salotto del Teatro Parenti "Che poesie terribili da ragazzino, ora mi fanno tenerezza. Leggere è un grande piacere: meglio non perderselo".Festeggiare. Mentre si ragiona insieme. Nel salotto del Franco Parenti. Fra una chiacchiera e un ricordo. Quello che succederà giovedì 2 luglio alla Milanesiana, la rassegna ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi. Che in occasione dei 70 anni de Il Giorno, ha pensato di dedicare una serata al giornale. Questa volta indagando il tema di questa 27a edizione ("Il desiderio e la legge") attraverso un confronto fra Agnese Pini e Paolo Di Stefano. Seguito da un secondo dialogo con protagonista sempre la direttrice di QN insieme a Ornella Muti, la padrona di casa Andrée Ruth Shammah ed Enrico Dal Buono, scrittore ferrarese, da tempo nella scuderia de La Nave di Teseo dove ha da poco pubblicato il romanzo Il male maschio.
Enrico, partiamo allora proprio dal desiderio e dalla legge. "Il primo è quello che ci tiene in vita, la seconda lo strumento che fa in modo che questa ragione d’esistenza non diventi una minaccia per gli altri. Mi pare che il processo di civiltà nella storia sia una continua contrattazione fra questi due aspetti".







