Letti di Notte entra nel vivo questo fine settimana. Sabato 13 si chiude con Felicia Kingsley che presenta il libro “Mezzanotte a Parigi”, mentrevenerdì 12 il parco di Cascina Vigna a Carmagnola ospita Enzo Iacchetti con “25 minuti di felicità”. Partendo dalle parole di Piero Angela, che spiegava come la vita umana al cospetto dell’Universo non sia che una mezz’ora, ha raccontato cosa ha reso questi primi 25 minuti degni di essere vissuti. Come nasce l’idea del libro? «Quasi per caso: ero al Salone del Libro di Torino per presentare un libro di Giobbe Covatta e lì alcune editrici mi hanno chiesto: perché non ne scrivi uno anche tu? All’inizio ero freddino. Di libri di comici ce ne sono tanti: aneddoti, retroscena, storie già sentite. Ne avevo già pubblicati un paio negli anni Novanta, dopo i primi successi a Striscia. Stavolta volevo fare qualcosa di diverso, raccontare cose che la gente non conosceva». E che libro è diventato? «Un po’ il romanzo della mia vita. Ci sono anche un po’ di episodi divertenti, ma soprattutto ci sono cose che volevo raccontare da anni. Il rapporto con mio padre, per esempio. Lui non voleva che facessi questo mestiere. È morto senza vedermi davvero arrivare dove sono arrivato. Per molto tempo mi sono sentito in colpa. Scrivere queste pagine è stata quasi una seduta di analisi durata due anni». Nato in provincia e spesso ci è tornato: quanto ha contato nella sua comicità? «Sono cresciuto in un paesino sul lago, tra boschi e osterie. Per un cabarettista è una miniera. Da ragazzo passavo ore ad ascoltare i vecchi che parlavano. Personaggi incredibili. Credo che molta comicità del Nord, quella surreale, sia nata proprio lì. In provincia c'è poco divertimento organizzato e la gente se lo inventa. Da lì arrivano tanti stimoli.» Poi si è dovuto spostare a Milano. «Sì e poi, appena mi è stato possibile, sono tornato sul lago. Faccio un’ora e mezza di macchina in più pur di rientrare a casa. Milano mi ha dato il lavoro, ma il paesello resta il mio posto».