PADOVA - Valentina Boscaro ha trascorso la seconda notte consecutiva nel carcere di Montorio. É nel penitenziario veronese che i carabinieri della stazione di Padova Principale l’hanno accompagnata venerdì pomeriggio dopo averle notificato, nella sua abitazione di Montà, l’ordine di carcerazione. Il giorno prima la Suprema Corte aveva emesso il verdetto definitivo per l’omicidio volontario del fidanzato Mattia Caruso, ucciso con una stilettata al cuore. I giudici della Cassazione hanno infatti ritenuto inammissibili i ricorsi della procura generale di Venezia e della parte civile, confermando la condanna a diciassette anni di reclusione pronunciata dalla Corte d’Assise d’Appello di Venezia. Nel secondo processo d’appello a Valentina Boscaro era stata concessa l’attenuante della provocazione, che ha retto al vaglio della Cassazione.
FASE NUOVA «Sapeva che stava per aprirsi una fase nuova della sua vita - osserva il suo legale Alberto Berardi - ed era consapevole di quello che l’attendeva. Era comunque sollevata per l’epilogo della lunga trafila giudiziaria che si è conclusa con il riconoscimento dell’attenuante della provocazione, nel momento in cui ha commesso l’omicidio del fidanzato. Dagli atti processuali emergono ripetutamente le angherie subìte da Valentina, con Mattia che si atteggiava spesso a bullo». Valentina Boscaro ha varcato le porte del carcere con alle spalle un presofferto di tre anni e nove mesi, scontati quasi interamente ai domiciliari. Le resta quindi da scontare una pena di circa tredici anni. Questo sulla carta. In realtà, nel caso in cui il suo percorso detentivo dovesse filare liscio, potrebbe godere degli sconti di pena previsti dall’ordinamento giudiziario per chi ottiene il riconoscimento della buona condotta. Per la mamma trentaquattrenne il fine pena effettivo dovrebbe essere il 1 giugno 2036.Vale a dire che la sua permanenza dietro le sbarre di una cella potrebbe concludersi in poco meno di dieci anni. In realtà il periodo di effettiva detenzione sarà sicuramente più breve. Perché quando il fine pena scenderà sotto i quattro anni Valentina Boscaro potrà presentare al magistrato di sorveglianza la richiesta di affidamento in prova. E, in caso di risposta affermativa, potrebbe lasciare in anticipo il penitenziario veronese. In quanto ai permessi premio, che consentono di uscire dal carcere per brevi periodi di tempo, potrebbe iniziare ad usufruirne tra circa tre anni e mezzo. LA VICENDA Era la mezzanotte tra il 25 e il 26 settembre 2022 quando la vita di Mattia Caruso si fermava a nemmeno 31 anni. Il suo omicidio era stato confessato dall’allora fidanzata Valentina Boscaro alcuni giorni dopo i fatti, ma nei momenti successivi alla scoperta del cadavere, quello della morte del giovane era stato un vero e proprio giallo. Dopo aver cenato a casa di lei, in zona Montà, i due erano saliti sull’auto della donna alla volta del locale Laghi di Sant’Antonio, nella zona industriale tra Montegrotto e Torreglia. Avevano bevuto gin tonic dentro l’abitacolo della Mercedes Classe A di Valentina. Poi avevano trascorso nel locale circa tre ore. Alle 23.30 la coppia era uscita risalendo in auto: al posto di guida si era seduto Mattia, anche se non avrebbe potuto perché la patente in quel momento non ce l’aveva. Attraversata la zona industriale, tornando in direzione di Padova, appena due chilometri dopo la partenza, la Mercedes aveva accostato. Dalla portiera lato guidatore era uscito Mattia, stramazzando a terra in una pozza di sangue con la fidanzata inginocchiata che gli teneva la testa in grembo. A mezzanotte e venti Mattia era arrivato al pronto soccorso. Lì la scoperta del ferimento con un unico colpo al costato.






