PADOVA - Valentina Boscaro, pena confermata dalla Cassazione. La 34enne è accusata di aver ucciso con una coltellata al petto il fidanzato Mattia Caruso e i giudici dovevano esprimersi sull'attenuante della provocazione: attenuante che è stata riconosciuta. Boscaro dovrà scontare 17 anni di carcere.

Il ricorso Quel verdetto è stato però impugnato in Cassazione dal sostituto procuratore generale lagunare Nicola Proto che ne ha sollecitato l’annullamento. Nel ricorso si sostiene che quello tra Valentina e Mattia non era un rapporto sbilanciato ma un legame “che aveva una natura sostanzialmente paritaria in quanto ognuno di loro dava sfogo alla propria gelosia ossessiva e al desiderio di dominio sull’altro, utilizzando i mezzi rispettivamente a propria disposizione”. In più lei, non era “esasperata”. Per la Procura generale, i giudici del secondo processo d’Appello avrebbero calibrato male il rapporto tra i due ritenendolo “erroneamente connotato dalla predominanza” di Caruso nei confronti della sua fidanzata e che si era “concretizzato in comportamenti violenti sia pregressi che immediatamente precedenti” all’omicidio. Ma sarebbe stata una lettura sbagliata, stando alla tesi del sostituto procuratore generale Proto, per effetto della quale è stata descritta una situazione “in termini diversi da quanto accaduto” quella sera, quando a far innervosire Valentina Boscaro era stata la decisione di Mattia Caruso di lasciare in tutta fretta il ristorante di Montegrotto. Comportamento che pur causando un’“alterazione emotiva” non sarebbe stato sufficiente a soddisfare ciò che serve per il riconoscimento dell’attenuante della provocazione, ovvero la “proporzione della reazione rispetto alla condotta”. E ieri, davanti ai giudici della quinta sezione della Suprema Corte, con la stessa impostazione il procuratore generale della Cassazione è tornato a formulare la richiesta di annullamento della condanna a diciassette anni. Allo stesso modo si sono espresse le legali di parte civile Francesca Betto e Anna Desiderio che assistono la famiglia della vittima. Valetina Boscaro, le motivazioni dei giudici per lo sconto di pena alla giovane che uccise il fidanzato: «Picchiata dal compagno»Lettura opposta Diametralmente opposta la lettura della difesa di Valentina Boscaro, affidata al professor Alberto Berardi e all’avvocato Renzo Fogliata, che hanno limitato il ricorso in Cassazione ai motivi che assicurano lo sconto di pena. I due legali hanno difeso la sentenza bis della Corte d’Assise d’Appello rilevando una completa coerenza tra la precedente pronuncia della Cassazione, che sollecitava il riconoscimento dell’attenuante della provocazione, ed il verdetto dei giudici veneziani che si sono pronunciati esattamente in quel modo. Per la difesa non vi sono dubbi sulla sussistenza dei presupposti che hanno portato la Corte d’Assise d’Appello a concedere l’attenuante e a ridurre la pena. Valentina Boscaro - questa la loro tesi - era stata a lungo vittima delle violenze del fidanzato Mattia Caruso.