PADOVA - Il 30 ottobre Valentina Boscaro – condannata in via definitiva per aver ucciso il suo fidanzato, Mattia Caruso, con una coltellata al petto la sera del 25 settembre 2022 – si è vista riconoscere l’attenuante della provocazione: una concessione che le è valsa uno sconto sulla pena, passata da 20 a 17 anni, come deciso nel processo-bis in Appello dopo che la Cassazione aveva suggerito di rileggere il contesto nel quale era maturato l’omicidio Caruso.
Ed è proprio del contesto che Valentina Boscaro ha parlato nella lettera da lei pronunciata di fronte ai giudici della Corte d’Assise d’Appello prima che il dibattimento si aprisse e i suoi legali, gli avvocati Alberto Berardi e Renzo Fogliata – argomentassero ciò che hanno sempre sostenuto: Valentina viveva nel terrore di Mattia. Le parole della donna, e mamma, le riportiamo qui sotto, in versione integrale: questo è il testo della lettera che fa parte degli atti del processo-bis d’Appello, in ipotesi la penultima puntata dell’iter giudiziario legato all’omicidio delle Terme. Dal 30 ottobre i giudici hanno 90 giorni per motivare la sentenza e la concessione dell’attenuante che riconosce il contesto. Poi ci sarà spazio per i ricorsi. E sarà allora la Cassazione a dire se tutto si può considerare storia.






