Firenze, 28 giugno 2026 – Alla passione non si comanda, ci vuole tempo, ma alla fine il sogno di una vita diventa realtà concreta. Ne sa qualcosa Fabio Baronti, così fiorentino da mangiare il lampredotto solo con olio e sale, e non mandarle a dire dietro, dato che oltre che impiegato alla Banca Toscana è stato anche sindacalista. Ma ora è capocomico a tempo pieno. A sessantasei anni non ancora suonati, il fondatore della Compagnia delle Seggiole, si racconta fra uno spettacolo e l’altro, vista l’intensa attività in corso.

Baronti, quando è scoccata la scintilla?

“Avrò avuto un 17, 18 anni quando ho iniziato a frequentare la compagnia parrocchiale di Quaracchi, da don Marcello Peruzzi. Forse era un pretesto per fare stare insieme i ragazzi, ma alla fine ci ho preso gusto”.

Subito in scena?

“No. Avevo una gran paura di salire sul palcoscenico, di stare davanti al pubblico. Però, pur di rimanere in mezzo agli amici, ho iniziato a fare il suggeritore”. Il case de 'L'acqua cheta'