“All’inizio c’è Torino, la cantina di un’officina”. Michele Di Mauro, sessantacinque anni, quaranta dei quali passati in teatro da attore, ci invita a passare da lì prima di entrare negli uffici del questore Gianluigi Maria Tassone del BarLume o in quello di Vittorio Baronciani di Call my agent, i due personaggi televisivi cui ha prestato volto e talenti negli ultimi anni.

Di chi era l’officina?

“Di mio padre. Faceva il meccanico, aggiustava motori diesel. Si era trasferito lì con mia madre partendo dalla Puglia,1960”.

Classica emigrazione interna.

“Ricongiungimento familiare, piuttosto. Mio nonno viveva già a Torino da un po’. Faceva il fotografo, aveva una tipografia”.