Borore. 28 giugno 2026 alle 00:07Tore Ghisu a cuore aperto dopo l’assoluzione dalle accuse di falso e peculato

Il 23 giugno scorso la Corte d’appello di Cagliari, lo ha assolto dalle accuse di falso e peculato. Tore Ghisu, sindaco di Borore, era finito ai domiciliari nell’ambito di un’inchiesta nell’estate del 2015, quando era stato appena rieletto per la seconda, Ghisu ora riprende l’intera vicenda con delle riflessioni. «Undici anni di forte sofferenza, di precarietà e di incertezza che hanno costantemente minato la mia vita. Ho cercato di trovare la forza e il coraggio di andare avanti sostenuto dal credere sempre nella correttezza del mio agire come sindaco del mio paese e, allo stesso tempo, di credere che la giustizia avrebbe riconosciuto».

No prescrizione

Ghisu aveva rinunciato alla prescrizione. «L’ho fatto per un dovere nei confronti dei tantissimi cittadini che mi hanno sempre dimostrato il loro consenso con il quale sono stato eletto, più volte, sindaco del mio paese. Se ripenso però ai severi provvedimenti utilizzati nei miei confronti (gli arresti domiciliari, l’allontanamento dal paese, considerazioni, notizie roboanti e, talvolta, non veritiere), provo ancora un profondo senso di amarezza. Ancora oggi mi sembra davvero tutto così sproporzionato, senza senso e, per certi versi, oltraggioso. Fa male pensare che tutto abbia avuto inizio dalle rivelazioni spontanee, rese agli inquirenti da una, così definita, fonte confidenziale, come acclarato in un pubblico processo, di certo animata da un assurdo livore nei miei confronti, con un’idea malata di distruzione non solo politica e amministrativa, ma anche umana, sociale e familiare».