Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiPer anni ci hanno spiegato che il problema dell’Italia era la mancanza di lavoro. Adesso che il lavoro c’è, il problema è diventato la mancanza dei lavoratori. Un capolavoro tutto italico... I numeri parlano chiaro. Negli ultimi anni gli occupati sono aumentati di oltre un milione e mezzo. Crescono i contratti a tempo indeterminato, aumenta l’occupazione femminile e giovanile, la disoccupazione scende sotto la media europea. Insomma, il mercato del lavoro continua a sorprendere i professionisti del catastrofismo.
Naturalmente c’è chi sostiene che sia tutto casuale. Una sorta di allineamento astrale che avrebbe prodotto, per puro caso, più occupazione e più stabilità. Certo. Giusto per sostenere che le riforme del Governo Meloni e del Ministro del Lavoro non c’entrano nulla. Come no? La verità è che politiche attive, revisione dei meccanismi assistenziali e maggiore collegamento tra domanda e offerta hanno prodotto effetti concreti. Ma sarebbe un errore pensare che questa dinamica possa alimentarsi da sola all’infinito. Nessuno pensi che l’occupazione possa crescere senza limiti. Non è un caso infatti che il problema non è più trovare lavoro alle persone, ma trovare persone per il lavoro. Le imprese cercano tecnici, operai specializzati, professionisti, addetti al turismo e alla logistica. E troppo spesso non li trovano. Non perché manchino le offerte, ma perché competenze richieste e disponibili continuano a non incontrarsi.






