A giugno il termometro delle difficoltà nel reperire sul mercato le figure professionali ricercate dalle aziende segna un lieve ribasso, grazie alla stagionalità di alcuni impieghi. E tuttavia, se si tratta di operai specializzati nelle rifiniture delle costruzioni, di fabbri, meccanici o manutentori, il mismatch tra domanda e offerta rimane molto alto. Sono le indicazioni offerte dal Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e ministero del Lavoro e delle Politiche sociali sulla base delle previsioni occupazionali delle imprese.

Serve un cambio di paradigma, ha detto da Milano, intervenuto all’assemblea di Assolavoro, il ministro dell’istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, «necessario per rispondere a un problema che in passato era opposto, mentre prima c’era un problema di forte disoccupazione, oggi c’è proprio una scarsità di specializzazioni, di competenze, di personale che risponda alle esigenze di un mercato del lavoro sempre più sofisticato. Noi siamo intervenuti con la riforma del 4+2, che rivoluziona l’istruzione tecnica e professionale mettendo in campo programmi innovativi e un legame più forte con il mondo delle imprese. È una riforma che però necessita di una collaborazione stretta per sviluppare politiche di orientamento che raggiungano le famiglie e i ragazzi delle medie, per indirizzarli verso percorsi che offrono opportunità spesso sconosciute». E a chi accusa il nuovo modello, che lega a 4 anni di studi superiori due eventuali di specializzazione presso gli Its, di rendere la scuola un semplice strumento per il mercato, tradendo la sua missione e producendo «studenti schiavi», Valditara replica: «Accuse assurde. La scuola-impresa è una priorità europea, lo studente troverà il potenziamento delle materie base e una formazione di qualità».