Non si giudica un libro dalla copertina, ma un titolo azzeccato può aiutare.
La pubblicazione in Inghilterra della nuova biografia su George Michael, intitolata significativamente "Tonight The Music Seems So Loud” e firmata dall'acclamato scrittore Sathnam Sanghera, offre l'occasione per rileggere sotto una nuova luce analitica la parabola artistica ed esistenziale di una delle pop star più incredibile e, al tempo stesso, tragiche del ventesimo secolo.
Più che una classica agiografia lineare, il libro si configura come una miscellanea di saggi tematici profondamente personali e acuti, in cui l'autore – anch'egli figlio di immigrati come il protagonista – adotta uno sguardo dichiaratamente di parte ma non privo di un severo spirito critico.
Il "Kubrick del pop" e le radici del successo Il fulcro dell'analisi giornalistica di Sanghera risiede nel doloroso paradosso che ha accompagnato George Michael per tutta la vita: l'essere stato un titano delle classifiche mondiali, capace negli anni Ottanta di superare persino Michael Jackson in termini di vendite e premi con l'album Faith, eppure costantemente sottovalutato dalla critica come autore e compositore, faticando a trovare quel riconoscimento istituzionale che lo avrebbe voluto di diritto accanto a giganti come Paul McCartney.








