Abbiamo sempre pensato che la voce sarebbe rimasta indissolubilmente legata alla registrazione musicale. Il pensiero che potesse essere un'entità a sé stante, manipolabile e replicabile artificialmente, non l'avevamo preso in considerazione. Almeno fino a oggi. Con l'avvento dell'intelligenza artificiale generativa c’è un cambio di paradigma non indifferente ed entrano in gioco ben tre elementi decisivi:Identificazione: la voce può essere riconosciuta come un elemento distintivo e identificabile, quasi come una firma o un tratto dell'identità personale.Separazione: la voce può essere estratta e separata dalla persona che l'ha prodotta e dalla registrazione originale.Replicazione: una volta separata, può essere imitata o ricreata artificialmente con grande precisione.Per la prima volta la voce può quindi essere considerata un bene distinto sia dalla persona sia dalla registrazione. Diventa un nuovo asset che apre interrogativi completamente nuovi. Se fino a ieri ci si chiedeva: chi possiede questa canzone? Chi detiene i diritti di questa registrazione? Oggi se ne aggiungono di nuove, altrettanto cruciali: chi può autorizzare l'utilizzo di una voce? Chi può limitarne l’utilizzo? E, soprattutto, chi ha diritto a monetizzare lo sfruttamento economico di questo nuovo asset?iStock / Getty Images Plus / Zodchiy
Come l'AI sta cambiando il valore della voce nell'industria musicale
L'impatto dell'intelligenza artificiale ha spinto la music industry a cercare soluzioni per proteggere la voce degli artisti da deepfake e cloni vocali. Una necessità può diventare una nuova fonte di monetizzazione: la voice economy sarà una delle prossime grandi sfide










