L’industria musicale prova a tracciare una linea tra una canzone creata dall’intelligenza artificiale e una canzone in cui l’AI è soltanto uno degli strumenti utilizzati dall’artista. Una distinzione che presto potrebbe diventare visibile direttamente sulle piattaforme di streaming. IFPI, RIAA, A2IM, WIN, IMPALA, la Recording Academy dei Grammy, SAG-AFTRA e Human Artistry Campaign hanno annunciato un approccio comune e volontario all’etichettatura delle registrazioni sonore realizzate con l’intelligenza artificiale generativa. Il sistema prevede due categorie: «Generato dall’IA» e «Assistito dall’IA». L’obiettivo è arrivare a uno standard utilizzabile a livello globale da servizi musicali digitali, distributori e altri operatori dell’industria. La proposta arriva mentre la quantità di musica sintetica caricata sulle piattaforme sta aumentando rapidamente e il confine tra una registrazione umana e un prodotto generato da un modello diventa sempre più difficile da riconoscere. (The Wall Street Journal) «I fan vogliono sapere se e come l’intelligenza artificiale generativa è stata utilizzata nella musica che ascoltano», hanno dichiarato congiuntamente Victoria Oakley, amministratrice delegata di IFPI, rappresentata in Italia da FIMI, e Mitch Glazier, presidente e amministratore delegato di RIAA. «Data l’importanza che l’artisticità umana e l’autenticità rivestono per gli appassionati di musica in tutto il mondo, queste etichette offriranno un approccio alla trasparenza immediatamente comprensibile e facilmente scalabile».
Musica e intelligenza artificiale, arrivano le etichette “Generato dall’IA” e “Assistito dall’IA”
L’industria musicale propone uno standard globale per distinguere i brani creati dall’intelligenza artificiale da quelli in cui l’AI è soltanto uno strumento. …










