CADORE (BELLUNO) - Arriva l'estate e torna l'incognita viabilità, causa frane. I tanti che lo scorso anno hanno vissuto in prima persona il problema temono il peggio e osservano i versanti: quello sotto l'Antelao e quello ai piedi di Croda Marcora. Sono i siti più a rischio per le colate detritiche: il primo incombe su Cancia di Borca di Cadore, il secondo è quello sul rio Venco a nord di San Vito di Cadore ed entrambi possono interessare con le colate la statale 51 di Alemagna. Per il Marcora, dopo l'annuncio di Anas della realizzazione di un ponte bailey che permetta di superare possibili e prevedibili frane, si attendono quelle azioni propedeutiche all'opera. «E con giugno - assicura il sindaco di San Vito Franco De Bon - inizieranno a lavorare». L'obiettivo che Anas si è posta è concludere il ponte entro fine estate. E nel frattempo? A tranquillizzare c'è la certezza che, dopo i crolli dello scorso anno, non si è mosso nulla lassù in tutto l'inverno: lo hanno certificato le strumentazioni di controllo che "inquadrano" l'area interessata. Altro aspetto confortante è la condizione dei canali che portano a valle i detriti che risultano parzialmente liberi e quindi pronti a ricevere nuovi apporti qualora la montagna dovesse scaricare. Va anche detto che la recente scaldata non aiuta: temperature così elevate come quelle dei giorni scorsi (zero termico a 4.300 metri) sciolgono il permafrost che tiene legata la roccia in profondità. Bisognerà comunque fare attenzione.