PARIGI – Se un giorno dovessimo imbatterci in un robot umanoide che vaga da solo per strada, sapremmo come identificarlo? Sapremmo chi chiamare, chi ne è responsabile, o semplicemente come riportarlo al proprietario? Non è uno scenario poi tanto fantascientifico, se si pensa che nel 2025 sono stati consegnati 18.000 robot in giro per il mondo (+508%, dati International Data Corporation).
Ed è da questa semplice constatazione, che nasce il Robot Digital Passport (DRP), il primo passaporto digitale per robot umanoidi. Sviluppato dall'azienda padovana EZ Lab, specializzata nei passaporti digitali per prodotti industriali, è stato presentato nelle scorse settimane a New York e poi a VivaTech, la grande fiera europea dell'innovazione di Parigi. Ne abbiamo parlato tra gli stand del Padiglione Italia con Massimo Morbiato, fondatore e CEO di EZ Lab.
Morbiato, bella idea. Ma com’è che non ci ha pensato nessuno prima?
La prima cosa che ci siamo chiesti infatti è stata proprio questa: come mai nessuno ci ha pensato prima? La nostra azienda lavora con aziende che sviluppano robot umanoidi e robotica emozionale. Durante i test ci siamo accorti che esiste un problema molto concreto: questi sistemi si muovono in fabbrica, nelle scuole, negli spazi pubblici e sempre più spesso interagiscono con le persone. Ma se un robot si allontana dal suo operatore o perde il collegamento e va alla deriva, come si fa a capire chi lo possiede?










