Un’esercitazione antiterrorismo è stata condotta presso l’aeroporto di Roma Fiumicino per valutare la capacità di risposta a minacce ibride. L’attività, denominata “Hybrid threat”, è stata organizzata per mettere alla prova il sistema di protezione aeroportuale e il Piano “Leonardo da Vinci”, con particolare attenzione al coordinamento tra le diverse forze di sicurezza e gli uffici specializzati.
Obiettivo dell’esercitazione: testare la reattività del sistema aeroportuale
Secondo quanto si legge sul sito della Polizia di Stato, l’esercitazione ha avuto come scopo principale quello di verificare la prontezza e l’efficacia delle procedure di sicurezza in caso di attacco terroristico e attacco informatico. L’attenzione si è concentrata sul coordinamento operativo e comunicativo tra Polaria, Questura, Prefettura e uffici specialistici esterni, elementi fondamentali per fronteggiare situazioni di emergenza in un contesto così delicato come quello aeroportuale.Durante l’esercitazione, è stato simulato un complesso scenario di crisi. Inizialmente, un attacco hacker ai sistemi di check-in e boarding ha provocato il blocco dei voli, causando un forte affollamento presso il Terminal 5. Approfittando della confusione, un commando composto da cinque terroristi armati di coltello ha fatto irruzione nel terminal, ferendo alcuni passeggeri e prendendo in ostaggio altri. Questo scenario ha permesso di mettere alla prova la capacità di reazione delle forze di sicurezza di fronte a minacce multiple e coordinate.La gestione della crisi: intervento sinergico delle forze di sicurezza











