Il giudice che assolse Stasi porta Garlasco a Fano e ribalta la domanda che da quasi vent’anni divide l’Italia: non "chi è stato?", ma "quanto siamo disposti a rischiare quando mandiamo una persona in carcere?". Stefano Vitelli, il magistrato che nel 2009 assolse in primo grado Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi, torna sul caso con il libro Il ragionevole dubbio di Garlasco (Piemme). Lo presenterà oggi, alle 22,30, in piazza XX Settembre a Fano, a Passaggi Festival.
Perché ha scritto questo libro proprio adesso?
"L’idea è nata dalle prime interviste dopo la riapertura del caso. Ho sempre ritenuto il processo a Stasi un caso paradigmatico di ragionevole dubbio. Volevo raccontare non solo la vicenda processuale, ma anche il percorso umano di un giudice chiamato a una decisione così complessa".
Che cosa troveranno i lettori?
"Non solo indizi e processo. Ho voluto mostrare il dietro le quinte, i ragionamenti e il travaglio umano di chi deve decidere. Fare il giudice è difficile perché siamo esseri umani e fallibili e decidiamo su valori altissimi: la libertà e l’onore di una persona, dall’altra parte il dolore delle vittime e dei familiari".








