L’ospitata a Lo stato delle cose di Stefano Vitelli offre un'appassionante racconto sul delitto di Garlasco. Su Rai 3 da Massimo Giletti, nella puntata di lunedì 1 dicembre, ecco il giudice che in primo grado assolse Alberto Stasi. E Vitielli ribadisce tutto i dubbi che ancora oggi, a suo avviso, pesano sulla condanna definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. Al centro delle sue considerazioni, in particolare, l’assenza di un movente credibile e quel dato scientifico che continua a far discutere: il dna ritrovato sotto le unghie della vittima.

In un contesto in cui Andrea Sempio è sempre più sotto pressione, Vitelli ha rimesso in ordine gli elementi che lo portarono, all’epoca, a pronunciare l’assoluzione. "L'ho assolto perché le criticità erano numerose", ha ricordato in trasmissione, chiarendo come gli accertamenti svolti durante il processo non abbiano rafforzato l’impianto accusatorio, ma piuttosto moltiplicato le zone d’ombra. "È stato provato che Stasi era a casa sua, a lavorare alla tesi di laurea, dalle 9.35 alle 12.20. Nessuno lo ha visto uscire".

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