HomeMilanoCronacaIl delitto di Pasqua. Strangolò il domestico. Condannato a 16 anniDawda Bandeh si era intrufolato nella villa Liberty in zona Arco della Pace. Una perizia psichiatrica ha stabilito la sua capacità di intendere e di volere.Dawda Bandeh aveva lasciato il lavoro e si era allontanato da casaRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciÈ stato condannato a 16 anni di reclusione, nel processo con rito abbreviato davanti alla gup di Milano Giulia Marozzi, Dawda Bandeh, 28enne di origini gambiane che venne fermato la sera di Pasqua del 2025, ossia il 20 aprile, all’interno di una villa Liberty di via Randaccio, non lontano dall’Arco della Pace, pieno centro della metropoli, con l’accusa di avere strangolato e ucciso Angelito Acob Manansala, collaboratore domestico dei proprietari di casa, 61 anni e di origine filippina.

Il pm Andrea Zanoncelli, nelle indagini della Polizia, aveva contestato a Bandeh l’omicidio volontario con l’aggravante della minorata difesa e la rapina, imputazioni riconosciute entrambe nella sentenza di ieri. Una perizia psichiatrica, disposta in fase di indagini dal gip Domenico Santoro, aveva stabilito che l’imputato era pienamente capace di intendere e di volere e aveva evidenziato, anzi, la sua capacità di "simulare".