HomeMilanoCronacaStrangolò un domestico, chiesti 18 anniDiciotto anni di reclusione: è la condanna chiesta dal pm Andrea Zanoncelli, nel processo con rito abbreviato davanti alla gup...Diciotto anni di reclusione: è la condanna chiesta dal pm Andrea Zanoncelli, nel processo con rito abbreviato davanti alla gup...Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciDiciotto anni di reclusione: è la condanna chiesta dal pm Andrea Zanoncelli, nel processo con rito abbreviato davanti alla gup Giulia Marozzi, per Dawda Bandeh (nella foto), 28enne di origini gambiane che venne fermato il 20 aprile 2025, la sera di Pasqua, all’interno di una villa Liberty di via Randaccio, non lontano dall’Arco della Pace, nel pieno centro di Milano, con l’accusa di avere strangolato e ucciso Angelito Acob Manansala, collaboratore domestico dei proprietari di casa, 61enne di origine filippina.

In sostanza, la Procura ha chiesto una condanna a 27 anni, che scendono a 18 con lo sconto di un terzo previsto dal rito. La sentenza è prevista per il 26 giugno. A Bandeh il pm contesta l’omicidio volontario con l’aggravante della minorata difesa e la rapina. Una perizia psichiatrica, disposta in fase di indagini, ha stabilito che l’imputato era pienamente capace di intendere e volere e ha evidenziato, anzi, la sua capacità di "simulare".