Racconta in diretta la scienza che studia il futuro del clima e aiuta a conoscere da vicino il lavoro quotidiano della ricerca, fatto di misure rilevate quotidianamente, anno dopo anno, per raccogliere dati preziosi: accade a 2.600 metri di quota nel Parco nazionale del Gran Paradiso e a raccontarlo è il documentario ‘Il laboratorio’, presentato oggi a Roma, in un evento alla Camera, da Mauro Durbano e Sonia Carderole, rispettivamente presidente e direttrice del Parco, con Chiara Mancinelli, direttrice dell’Accademia delle Scienze di Torino. E’ il primo documentario ambientale prodotto dall’Accademia, nel quale l’autrice Silvia Rosa Brusin e il regista Giulio M.Cavallini con il fisico Antonello Provenzale, raccontano il lavoro dei ricercatori che ogni anno risalgono l’altopiano del Nivolet per ripetere le stesse misurazioni, raccogliendo dati preziosi in una delle ‘zone critiche’ del pianeta: è la cronaca di un esperimento globale che, dall’Artico all’Amazzonia, studia come gli ecosistemi reagiranno all’aumento delle temperature e al cambiamento climatico. “Ci aiuta a capire come nulla possa sostituire la ricerca sul campo: ripetere sempre le stesse misure e nello stesso modo, proprio come fanno i ricercatori in altre 50 zone critiche del mondo, dall’Amazzonia al deserto del Colorado fino alle isole Svalbard, per raccogliere dati e costruire gli algoritmi che aiuteranno a capire il cambiamento”, dice Rosa Brusin. Il Gran Paradiso diventa così, aggiunge l’autrice, “il laboratorio naturale per capire dove va il clima del mondo in uno dei posti più belli del mondo: qui si misura lo scambio di C02 fra il terreno degli altipiani e torbiere per capire se e come proseguirà nel tempo”.