Ammontano a quasi 155 milioni di euro i danni causati dagli eventi meteo-idro estremi tra il 2015 e il 2024 nella Regione Lazio, a fronte dei quali i governi che si sono succeduti hanno stanziato poco più di 27 milioni di euro, appena il 18% delle coperture necessarie: è quanto emerge dal report Quanto costa all’Italia la crisi climatica? di Greenpeace Italia, che oggi diffonde i dati regionali e locali su frane e alluvioni, in occasione dell’apertura a Roma della mostra “GEA 2076 – Ricordi dal futuro”. A Roma, in piazza di San Cosimato, nel cuore di Trastevere, l’installazione-museo realizzata dall’artista Alessandro Calizza per l’organizzazione ambientalista mette in mostra i rischi presenti e futuri degli eventi climatici estremi: eventi che si traducono in danni concreti per i territori che ne subiscono gli impatti, come evidenzia l’ultima indagine di Greenpeace Italia, redatta elaborando i dati di ISPRA e del Dipartimento della Protezione Civile.

Il Lazio si posiziona al 15esimo posto tra le Regioni più colpite dagli eventi meteo-idro estremi nei dieci anni considerati dal rapporto. Allo stesso tempo, è al settimo posto tra le Regioni che più hanno investito risorse per la prevenzione del dissesto idrogeologico (674 milioni di euro). "Quasi 155 milioni di euro di danni in dieci anni: il Lazio mostra con drammaticità quanto la crisi climatica non sia un futuro ipotetico, ma una realtà che già oggi colpisce i nostri territori e le nostre comunità”, dichiara Chiara Campione, Direttora esecutiva di Greenpeace Italia. “GEA 2076 ci costringe a guardare avanti e ci ricorda che l’inerzia politica e l’assenza di azioni concrete ci stanno portando verso scenari estremi. È il momento di agire, prima che il processo diventi irreversibile”.