Venerdì sera la stazione di Milano centrale è stata letteralmente invasa da migliaia di musulmani sciiti, che hanno diviso il corteo in due parti nascondendo le donne dietro un furgone. Non è passato inosservato Ali Faeznia, imam del centro sciita milanese Imam Ali, la cui sede è di proprietà del Consolato iraniano
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Raramente i musulmani sciiti fanno rumore. Le piazze pro Pal a cui oramai due anni siamo abituati, che prima del suo arresto erano capeggiate da Mohammad Hannoun, erano espressione dell’islam sunnita. Così come lo sono la festa del sacrificio e quella di fine Ramadan. C’è però una ricorrenza in cui tutti gli sciiti scendono in piazza, ed è quella dell’Ashura e ieri la stazione di Milano centrale è stata letteralmente invasa da migliaia di loro, che hanno diviso il corteo in due parti nascondendo le donne dietro un furgone.Ma c’è un volto in particolare che non è passato inosservato, ed è quello di Ali Faeznia, imam del centro sciita milanese Imam Ali, la cui sede risulta di proprietà del Consolato iraniano (quindi diretta propaggine del regime in Italia) e in cui hanno commemorato la morte dell’ayatollah Khamenei, avvenuta il 28 febbraio 2026, così come hanno elogiato il generale iraniano Qasem Soleimani, fino alla sua morte a capo della Niru-ye Qods, l’unità delle Guardie della Rivoluzione responsabile per la diffusione dell’ideologia khomeinista fuori dalla Repubblica Islamica.









