Pavia. Nell’ultimo anno, 640 mila studenti tra i 15 e i 19 anni hanno fatto esperienza d’uso con le droghe almeno una volta: il 26 per cento della popolazione studentesca presa in esame, secondo la relazione annuale al Parlamento sulle dipendenze, pubblicata in occasione della giornata mondiale contro la droga che si è celebrata ieri. «L’età media della prima assunzione si sta abbassando, mentre cresce la diffusione di nuove droghe sintetiche come i catinoni, molto più potenti di altre molecole diffuse già da tempo». Questo l’allarme lanciato da Carlo Locatelli, direttore del Centro antiveleni delle cliniche Maugeri di Pavia che da un anno a questa parte gestisce anche Esod, il reparto sperimentale dedicato alla ricerca sulle dipendenze da nuove droghe, un unicum nel panorama della clinica italiana che è stato attivato l’estate scorsa.

«Di recente è stata segnalata una prima assunzione di ketamina già all’età di 12 anni: dobbiamo riuscire a intercettare questi casi in anticipo, poiché prima si inizia un percorso e maggiore è la possibilità di contenere i danni». La speranza è che le ricerche condotte dal reparto possano servire, in futuro, a introdurre nuove terapie per riparare i danni d’organo prodotti dall’abuso di sostanze. «Siamo ancora in una fase preliminare ma l’obiettivo è andare in quella direzione». La tendenza Secondo la relazione annuale al parlamento sulle dipendenze, la cannabis resta la sostanza illegale più diffusa tra i giovani, nonostante il leggero calo registrato. L’uso di cocaina, invece, mostra segnali di aumento. Tra i giovani, inoltre, si sta diffondendo anche l’uso di droghe sintetiche o nuove sostanze: secondo il rapporto, oltre 250mila studenti hanno provato almeno una nuova sostanza psicoattiva nel corso della vita. Tra queste figurano i cannabinoidi sintetici o i catinoni sintetici prodotti in laboratorio, capaci di produrre pesanti effetti avversi e danni a lungo termine sull’organismo di chi li assume. Sono circa 90, inoltre, le nuove droghe censite nell’ultimo anno, mentre «crescono i consumi di stimolanti – si legge nel rapporto – cocaina, allucinogeni, oppiacei, catinoni sintetici, oppioidi sintetici e ketamina, mentre risultano in lieve calo quelli legati alla cannabis. Aumentano inoltre i consumi frequenti per alcune sostanze e resta rilevante il fenomeno del poliutilizzo, associato più spesso a comportamenti a rischio, consumo eccessivo di alcol e uso di psicofarmaci senza prescrizione medica». Evidenze simili le ha riscontrate anche l’equipe di Esod, diretta da Locatelli: «Sulla base dei ricoveri effettuati nell’ultimo anno, le intossicazioni da catinoni che abbiamo trattato hanno raggiunto una quota analoga a quelle da ketamina» prosegue l’esperto, che nell’ultimo anno ha seguito circa 60 pazienti (soprattutto dal bacino di Pavia e dal resto della Lombardia) in regime di ricovero: la maggior parte di loro ha un’età compresa tra i 22 e i 28 anni, con provenienze dalle estrazioni sociali più diverse. I ricoveri (quattro i posti letto attivi finora) possono essere lunghi, perché all’abuso di sostanze possono correlarsi problemi sociali che rischiano di complicare il percorso verso la dimissione. L’obiettivo della sperimentazione è dare una risposta sanitaria a un fenomeno che altrimenti rischia di rimanere in ombra. «La Regione e l’Ats – prosegue Locatelli – ci hanno dato l’ok ad avviare un reparto sperimentale per ricoverare pazienti con problemi da nuove droghe. Nessun centro prima del nostro si era occupato in modo mirato di situazioni come queste. Le nuove droghe si basano su meccanismi d’azione capaci di provocare danni importanti, che stiamo cercando di studiare con nuove metodiche diagnostiche con l’ambizione, in futuro, di riuscire a trovare terapie e percorsi di cura per recuperare il danno d’organo. Un po’ come accade con gli ictus, dove il cervello è capace di riparare parte dei danni, con i dovuti accorgimenti clinici». Il mercato Nel mondo delle sostanze stupefacenti in continua evoluzione, cambiano anche le modalità di reperimento, con la strada che non è più l’unico canale possibile. «Oltre il 60 per cento degli studenti – prosegue il rapporto – indica la strada e i luoghi all’aperto come luoghi dove poter reperire le sostanze, mentre il 17% individua il web come luogo di reperimento». A fianco della dipendenza da sostanze, ci sono anche altre forme d’abuso che si stanno affermando tra la popolazione più giovane: «Le dipendenze tecnologiche, come quelle dai social network, si stanno affermando e cominciano a emergere molto presto – aggiunge Locatelli – un fenomeno che sta destando preoccupazioni sovrapponibili a quelle generate dal consumo di droga, perché il meccanismo alla base di queste dipendenze è simile».