La crisi climatica in corso sta riducendo insetti e invertebrati capaci di conservare e migliorare i propri ecosistemi mentre sta favorendo gruppi ristretti di specie, spesso aliene, e pericolose per la salute umana e la sicurezza alimentare. È questo il campanello di allarme del nuovo report pubblicato dal WWF. "Insetti e persone: chi vince e chi perde nel clima che cambia?". Il testo sintetizza e analizza le evidenze scientifiche sulla trasformazione radicale delle popolazioni di numerose specie di invertebrati, tra cui quelle degli insetti.
La crisi climatica in corso sta già causando, infatti, aumenti delle temperature medie e anomale variazioni di altri parametri climatici, tra cui umidità, precipitazioni e frequenze degli eventi estremi. Inoltre, agisce come fattore di amplificazione di altri fenomeni causati dalle attività umane (per esempio la frammentazione habitat).
Moltissime specie di insetti e invertebrati sono così fortemente penalizzati e rischiano di scomparire, a vantaggio di poche specie, spesso molto dannose: entrambe sono pessime notizie per molte specie animali e vegetali, inclusa la specie umana. Tra le specie più a rischio ci sono ad esempio gli impollinatori. Si tratta di insetti fondamentali se pensiamo che il 90% delle piante da fiore selvatiche e il 75% delle colture dipendono dall’impollinazione operata da questi animali. Eppure, oggi a causa della crisi climatica e delle attività umane, il 10% delle specie di apoidei in Europa è minacciata d’estinzione, così come il 28% delle specie di lepidotteri è minacciato o prossimo alla minaccia. Su questo tema il WWF Italia ha recentemente lanciato la petizione “Difendi gli Impollinatori”.








