Aggiungi come fonte la Gazzetta del Sud
Il processo sugli affari dell’ex boss di Mazzarrà Sant’Andrea che poi era diventato collaboratore di giustizia, Carmelo Bisognano e dei fratelli Giardina, si conclude con tre condanne. Sono stati condannati per intestazione fittizia di beni ma è caduta l’aggravante mafiosa che non è stata riconosciuta dai giudici.
La sentenza è del Tribunale di Barcellona presieduto da Antonino Orifici e composto dai giudici Maria Spina e Maria Cristina Polimeni. Questa la sentenza: condanna alla pena di 4 anni e 7 mesi di reclusione per Bisognano, 2 anni e 5 mesi di reclusione per Antonino Giardina e 2 anni di reclusione per Davide Giardina al quale è stata concessa anche la pena sospesa ed è tornato in libertà.
Il Tribunale ha disposto anche la confisca dei beni sequestrati ad accezione del capitale sociale e del compendio aziendale della società Pretoria srl, di alcuni terreni, di un impianto di frantumazione e conti correnti e altro disponendo la restituzione agli aventi diritto.
La sentenza è arrivata al termine di una lunga udienza. L’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Piero Vinci, sostituto della Direzione distrettuale antimafia di Messina che ha gestito l’inchiesta con il collega Fabrizio Monaco, aveva chiesto la condanna per tutti e tre. Le ragioni della difesa sono state sostenute dall’avvocato Pinuccio Calabrò per i fratelli Giardina e dall’avvocato Fabio Repici per Bisognano.







