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Ultimo aggiornamento: 16:51
Torna in carcere l’ex pentito Carmelo Bisognano. Si tratta del primo grande pentito della mafia di Barcellona Pozzo di Gotto. Ex boss dei Mazzarroti, nota frangia della mafia in provincia di Messina, fu lui stesso ad autodefinirsi ministro per i lavori pubblici della Sicilia orientale, secondo accordi presi anche con i Santapaola. Ed è ancora nel settore dei lavori pubblici che si apre l’ennesimo capitolo giudiziario dell’ex boss.
Grazie ad altri due indagati, l’ex pentito avrebbe esercitato pressioni nelle attività economiche del territorio, imponendosi nel settore del movimento terra, anche grazie ad “agganci” negli uffici tecnici pubblici del comune di Mazzarrà Sant’Andrea, un comune collinare nella zona tirrenica della provincia di Messina, il cui consiglio comunale fu sciolto per mafia nel 2015. Servendosi della propria riconosciuta caratura criminale, Bisognano avrebbe di fatto gestito un’impresa assieme ad Antonino Giardina, anche lui arrestato nell’operazione dei carabinieri, coordinata dalla Dda di Messina, guidata dal procuratore Antonio D’Amato.
L’impresa era intestata al fratello di Giardina, Davide, ora ai domiciliari, ma di fatto gestita da lui e dall’ex collaboratore di giustizia. Quest’ultimo, secondo l’accusa, ha sostenuto l’impresa, accelerando la definizione di pratiche amministrative pendenti presso gli uffici tecnici del comune di Mazzarà. Imponendo la sua caratura criminale Bisognano ha acquistato mezzi meccanici riducendo le pretese economiche di altri imprenditori, indotto proprietari terrieri ad acconsentire a soluzioni individuate per la cessione di fondi in favore dell’azienda, consentito parcheggio di mezzi dell’azienda, su suoli di sua proprietà, avrebbe recuperato con metodi mafiosi, mezzi meccanici di un’impresa confiscata e a lui riconducibile, poi ceduta ad altri imprenditori.






