«Non siete soli, denunciate». Questa volta a bussare alle saracinesche degli imprenditori sono i picciotti di Addiopizzo. Una nuova campagna di forte impatto a Tommaso Natale e Cardillo, storico fortino delle famiglie Lo Piccolo e Serio, con lo stesso obiettivo di sempre: far comprendere ai commercianti che la denuncia e le segnalazioni sono le uniche vie possibili per una reale pace e libertà.Ma non sono gli unici ad avvicinare i commercianti: gli esattori delle messe a posto continuano a girare e la richiesta è la stessa che avvolge le bottigliette di benzina: «cinquemila euro».Un prezzo «trattabile», che deve essere corrisposto mensilmente. E per alcuni c’è una tassa in più, che va corrisposta subito, che varia dai 30 ai 40 mila euro. Tutto chiesto con spavalderia e spesso davanti ai clienti senza preoccuparsi più di tanto di essere visti e ascoltati. I picciotti entrano e minacciano, in modo esplicito fanno capire a chi appartengono, facendo anche nomi e cognomi e facilitando in questo modo il lavoro degli investigatori.«È fondamentale che gli operatori economici maturino il convincimento di collaborare per liberarsi definitivamente del fardello delle estorsioni» è l’appello lanciato da Addiopizzo. «Per questa ragione siamo impegnati in incontri riservati e attività di ascolto rivolte a commercianti e imprenditori con l'obiettivo di costruire percorsi di collaborazione che accompagnino le vittime a raccontare quanto subito a inquirenti e investigatori», ha spiegato il presidente Raffaele Genova.L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola oggi e in edizione digitale