"Sono cinque o sei i casi limite tra i chiringuito". L’attenzione di Lucio Paesani, titolare del Coconuts e presidente di Assointrattenimento Romagna, si concentra su queste attività "e non su tutti i chiringuito". Se, da una parte, Paesani plaude alle parole del questore e "alla volontà di riportare i chiringuito nell’alveo della legalità, delle regole e della corretta partecipazione della spiaggia alla formazione del prodotto turistico", dall’altra sottolinea come il problema non possa limitarsi al solo ordine pubblico nella gestione di assembramenti di migliaia di ragazzi e ragazze. "È anche una questione di equità e di giustizia. Vogliamo mettere l’accento soprattutto sulla disparità di trattamento e condizioni tra le imprese regolari e le pseudo discoteche da spiaggia. Perché un locale paga affitti che possono superare anche i 200mila euro annui, mentre di là dalla strada, un chiosco di spiaggia a Rimini ne paga in media non più di 5-6mila". Per non parlare poi della tassa rifiuti: "Per un locale da ballo la spesa sfiora i 20mila euro l’anno, mentre a chi ha portato in spiaggia migliaia di persone, che producevano rifiuti (in alcuni casi organici) nulla veniva chiesto". Paesani guarda "al furbetto che vuole sempre di più: porta 4mila persone in spiaggia, come e più di una discoteca, e ha perfino il cattivo gusto di parlare di ‘ancheggiamenti’". Allora "se è vero che chi sbaglia paga, mettiamolo in pratica, possibilmente non a ottobre". In chiusura: "A chi propone di cambiare le regole, noi consigliamo di leggerle e studiarle le regole...".