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Luca Bergamin

Il Giardino segreto dei Principi Centurione e il Bosco Romantico all'Inglese. E poi il nuovo prato circondato da siepi di ilex, dalle camelie, dalla collezione di cycas: sono alcune tra le bellezze rinnovate grazie al restauro della grande dimora che domina su Santa Margherita Ligure.

Il restauro di Villa Durazzo, affacciata sul Golfo del Tigullio a Santa Margherita Ligure, è davvero riuscito bene sul piano botanico e strutturale. Anche il piccolo e storico Agrumeto, situato sul terrazzamento che guarda il mare, al quale questa residenza deve gran parte della sua fama tra gli interpreti francesi e anglosassoni del Grand Tour, ne ha tratto giovamento: del resto, proprio la famiglia Durazzo si era spesa enormemente per piantare aranci, limoni e pompelmi, che facessero da ultimo sipario botanico prima dell’azzurro marino, realizzando un giardino nel giardino che faceva invidia a tutti gli altri parchi della Liguria.

Ebbene, coi nuovi fondi è stato realizzato un prato in cui dominano le erbose perenni e tante specie di piante selvatiche. Sono stati abbattuti i tronchi ormai privi di vita, e dimorate nuove specie che ora arricchiscono anche quel Giardino all’italiana, sviluppato nel corso del XIX secolo, apprezzato dagli architetti di giardini di tutto il mondo in virtù delle sue geometrie di siepi di ilex, della collezione di cycas, del singolare perimetro delimitato dalle camelie.