Due mani, una bianca e una nera, che si stringono in una sorta di patto fraterno fra gli uomini. È l’immagine che campeggia nella sala di rappresentanza del Nelson Mandela Forum di Firenze. Ed è anche la scultura in terracotta dell’Impruneta, consegnata giovedì a Michelangelo Pistoletto nel giorno del suo 93° compleanno, festeggiato davanti alla riproduzione della cella di Robben Island, dove il leader sudafricano trascorse 18 dei suoi 27 anni di detenzione.
Maestro Pistoletto, come è stato il ritorno a Firenze?
"Io vengo sempre qua, a rivedere la prospettiva rinascimentale, da cui nasce la visione della modernità. Firenze porta al mondo la parte nuova dell’esistenza umana che arriva fino ad arrivare all’intelligenza artificiale, per poi ritornare a Firenze per fare i conti con la società futura".
E che conti sono secondo lei?
"Sono i conti che noi stiamo facendo, ad esempio, attraverso la mia fondazione con lo “Statodellarte“, che è una nuova forma di organizzazione civica".








