Esistono preghiere laiche, veri e propri progetti di civiltà, che sono capaci di regalare un’ispirazione altissima al mondo intero. È la storia di “ Terzo Paradiso”, per esempio, l’opera del Maestro dell’Arte Povera, Michelangelo Pistoletto. Un capolavoro così raffinato, simbolo di armonia tra natura e artificio, che ha continuato a ispirare lo stesso artista biellese, oggi, 92enne. Pistoletto continua a creare le sue opere come antidoto alla distruzione. Un lavoro così massiccio e potente di promozione della Pace, da avergli portato la candidatura del Nobel. Non poteva, dunque, che essere lui il protagonista di un incontro sulla pace preventiva di sabato 21 marzo alle 20 al Polo Le Rosine di Torino (via Plana 8/C, ingresso a offerta libera, ricavato devoluto al progetto sociale Cerchi di Mamme) con il critico Fortunato D’Amico. In chiusura una lettura teatrale di Fabrizio Odetto.
Maestro Pistoletto, che cos’è la pace preventiva?
«È un concetto che nasce in risposta alla guerra preventiva all’Iraq, annunciata nel 2003 da George W. Bush e Tony Blair. È una reazione al potere assoluto dell’animale più forte che si nutre di quello più debole, all’idea che un altro uomo possa essere considerato come qualcosa a disposizione a cui fare ciò che si vuole nel momento in cui si vuole. È possibile pensare invece a una civiltà basata sulla pace preventiva, che elimini la logica della guerra».








