HomeMacerataCronacaRitiro della patente per uso di droga: non basta più l’analisi delle urineLa Cassazione corregge la riforma del codice della strada voluta da Salvini: va dimostrato il nesso temporale. L’interpretazione applicata al caso di un settempedano positivo ai cannabinoidi: deve riavere l’autoI controlli dei carabinieri (foto archivio)Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciMacerata, 27 giugno 2026 – Non basta l’analisi delle urine, ma ci vogliono gli esami di saliva o sangue per accertare che l’effetto della sostanza stupefacente sia in atto quando un soggetto è al volante. Lo ha stabilito la Cassazione correggendo, di fatto, la stretta al codice della strada voluta dal governo.
Il caso di San Severino
Una delle prime applicazioni di questo principio riguarda la vicenda di un 31enne di San Severino che era stato fermato dai carabinieri e, risultato positivo ai cannabinoidi, si era ritrovato con la patente ritirata, l’Audi sequestrata e una denuncia per guida sotto l’effetto di stupefacenti. Ma ora, dopo una sentenza della Corte di Cassazione, è stato prosciolto dall’accusa. La vicenda era iniziata lungo la strada Regina a Potenza Picena il 20 dicembre scorso. Intorno alle 16.45 una pattuglia aveva fermato l’auto per un controllo. A bordo c’erano due uomini, il cui atteggiamento aveva spinto i militari ad approfondire la perquisizione. Così era venuto fuori che il passeggero, un 26enne di San Severino, aveva con sé un grammo di hashish, e il conducente era risultato positivo ai cannabinoidi con l’esame delle urine.







