La piccola ma intraprendente casa editrice napoletana Martin Eden ha pensato giustamente di ripubblicare un testo uscito per la prima volta in Italia nel 1990. Poiché l’autore si chiama Goffredo Fofi, non si tratta di uno dei tanti ripescaggi, di una delle tante rituali riedizioni. Fofi, scomparso lo scorso anno a 88 anni, è stato un intellettuale “scomodo” che ha lasciato il segno. Prima il pane (Martin Eden, pagg. 264, euro 17) ripropone gli articoli scritti dall’autore come giornalista, critico e saggista tra il 1986 e i primi mesi del 1990 e pubblicati su varie riviste e giornali (Linea d’ombra, King, l’Unità, L’indice, Panorama). Allora si presentava come una “guida” che segnalava il salvabile della cultura italiana degli anni Ottanta e tutti i nomi a cui prestare attenzione nel decennio dei Novanta, quei protagonisti della produzione artistica italiana ai quali Fofi prestava attenzione senza tralasciare le stroncature sempre motivate con il suo inconfondibile stile provocatorio. Si parla di cinema, teatro, letteratura, fumetto e altri campi del sapere che Fofi ha attraversato in lungo e in largo tra gli anni ’80 e ’90.

Gli oltre trent’anni trascorsi dalla prima edizione costringono gioco-forza a riconsiderare le sue posizioni e il suo pensiero, a rileggerli alla luce di quello che è successo negli anni 2000, magari rivalutando il suo sguardo sempre provocatorio, il suo modo d’essere coerentemente fuori dal coro, le sue polemiche anticonformiste, il suo atteggiamento che rileggendo certe pagine risultava profetico e in anticipo sui tempi. Oggi il libro non ha perso la sua attualità e lucidità, Nella sua prefazione Paolo Di Paolo sottolinea come queste pagine non sono semplici recensioni o interventi d’occasione, ma tasselli di un discorso più ampio, coerente nella sua ostinazione di interrogare il valore delle opere a partire da un’esigenza etica prima che estetica.