Tra i numerosi meriti di Goffredo Fofi ci sono, nei primi anni 90, le edizioni di Linea d’ombra, emanazione della sua rivista. La collana «Aperture» potrebbe essere riproposta oggi tale e quale a beneficio del lettore: si inaugurava con un Tolstoj sulla potenza corruttrice del denaro, proseguiva con Aldo Capitini sulle tecniche della nonviolenza, comprendeva scritti di Heinrich Böll su cultura e società, di Marco Lombardo Radice sul lavoro psichiatrico, eccetera. La fine sensibilità editoriale di Fofi sapeva ripescare titoli ingiustamente dimenticati. Così nel 1992 recuperò Il pilota di Hiroshima, un libro tradotto trent’anni prima da Renato Solmi per Einaudi (con il titolo La coscienza al bando), che conteneva il carteggio tra il filosofo eretico tedesco Günther Anders e il giovane maggiore americano Claude Eatherly, meteorologo incaricato di dare l’ordine decisivo all’Enola Gay senza immaginarne le conseguenze. Un libro che vale la pena leggere (lo troviamo ora edito da Mimesis) a ottant’anni da quel 6 agosto 1945 in cui la prima bomba atomica provocò la morte immediata di 71 mila persone.