Rëbra-Musica sulle costole di Cristina Giuntini (prefazione di Antonio Bacciocchi, Vololibero) ricostruisce una contorta vicenda di ribellione giovanile e censura a sfondo musicale nell’Unione Sovietica del dopoguerra. Nei paesi del blocco orientale la fame di musica occidentale proibita viene placata da inventori disposti a rischiare le ire del regime pur di ascoltare i propri idoli. Questi giovani «trafficoni» mettono insieme un ingegnoso metodo per la riproduzione artigianale di dischi da incidersi su lastre radiografiche usate e recuperate, dette rëbra («costole»). Negli anni della Guerra Fredda, quando ascoltare rock o jazz occidentale era vietato, questo lavoro avveniva clandestinamente. Questi «dischi» con immagini di ossa radiografate e con incise sopra le musiche di artisti occidentali divennero simbolo di resistenza culturale. Le radiografie sonore costituivano il pane per gli stilyagi, giovani che sfidavano il conformismo socialista con abiti colorati, prediligendo la musica americana. Il libro raccoglie le storie intrecciate di chi ha creato i rëbra: inventori, tecnici, musicisti. Appassionati che diedero vita a una rete underground, fatta di registrazioni nascoste, vinili artigianali, scambi segreti. Tra questi personaggi uno dei produttori, Rudy Fuchs, passò dai rëbra all’etnomusicologia e finì per diventare uno studioso mentre Kolya Vasin, appassionato dei Beatles, fu così caparbio nella sua passione da diventare l’unico russo a intrattenere una corrispondenza con John Lennon. Quando il fenomeno rëbra si diffuse l’autorità si mosse. Nei primi anni Cinquanta fioccarono gli arresti con pene detentive pesanti (dai tre ai cinque anni). Con la destalinizzazione e il nuovo corso di Chrušcëv gli autori dei dischi vietati poterono tornare liberi ma presto l’innovazione tecnologica dei registratori a nastro, frequenti in Urss dalla fine degli anni Cinquanta, semplificò la produzione clandestina di materiale, chiudendo questa storia romantica di amore per le note e pirateria affaristica.
Unione Sovietica, radiografie da ascoltare | il manifesto
Russia (Alias) Rëbra-Musica sulle costole di Cristina Giuntini (prefazione di Antonio Bacciocchi, Vololibero) ricostruisce una contorta vicenda di ribellione giovanile e censura a sfondo musicale nell’Unione Sovietica del dopoguerra. Nei paesi del blocco orientale la fame di musica occidentale proibita viene placata da inventori disposti a rischiare le ire del regime pur di ascoltare i propri idoli.








