Ambrogio era un ragazzo di 27 anni, arrivato a Torino per gli studi in Filosofia e Storia delle Religioni. Ambro è sempre stato un idealista, attento agli ultimi, con un grande senso di empatia e gentilezza. Era un anarchico, un testone, un polemico. Ambro aveva anche i suoi demoni e i suoi irrisolti, ed una generosità e capacità di offrire agli altri che spesso sconfinava nel sacrificio.

Era anche un ragazzo arrabbiato con il mondo, per le sue ingiustizie e le sue storture. Ambro aveva ben chiaro il concetto e il senso di collettività, mettendo in atto ogni giorno, in ogni gesto e parola. Ha sempre creduto nella politica dal basso, cioè quella tangibile fatta da chi vive in questo sistema precario per sostenere le persone colpite dallo stesso, criticando con lungimiranza e lucidità lo Stato e le varie politiche susseguitesi negli anni, sia nel nostro paese che a livello globale.

Ambro il 15 Marzo si è tolto la vita lanciandosi da un ponte in un piccolo paese dell’entroterra ligure, un luogo scelto probabilmente perché vicino alle sue care falesie.

Era stato privato della libertà in quanto sottoposto a misure cautelari.

Noi tutti, amici, familiari e conoscenti, ci siamo ritrovati a dover far senso di un dolore enorme, nessuno riusciva a credere che quanto accaduto fosse reale. In questo gesto però rivediamo una delle parti più autentiche di Ambro, una parte scomoda, non facile da comprendere, ma non per questo da non raccontare.